Il 31 ottobre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE la nuova direttiva sulle energie rinnovabili (Renewable Energy Directive), la cosiddetta “RED III”.
Ricordiamo che il principale target della Direttiva è che gli Stati membri si impegnino affinché entro il 2030 la quota di energia da fonti rinnovabili nel consumo finale lordo di energia sia pari almeno al 42,5% (superando così il precedente 32% previsto dalla RED II), con un ulteriore impegno non vincolante a livello collettivo per il raggiungimento del 45%, attraverso contributi volontari nazionali o misure a livello europeo.
Ogni Stato membro dovrà dunque contribuire a questo obiettivo comune, attraverso il raggiungimento di target settoriali riguardanti trasporti, industria, edifici, teleriscaldamento e teleraffrescamento, al fine di accelerare il processo di integrazione delle energie rinnovabili negli ambiti in cui si è rivelato più lento.
In particolare, per quanto riguarda l’industria, la RED III stabilisce che l'uso delle energie rinnovabili dovrà essere aumentato annualmente dell'1,6%. Gli Stati membri hanno convenuto che il 42% dell'idrogeno utilizzato nell'industria provenga da combustibili rinnovabili di origine non biologica entro il 2030 e il 60% entro il 2035. Uno “sconto” del 20% su tali requisiti potrà aversi a due condizioni: se il contributo nazionale degli Stati membri all’obiettivo generale vincolante dell’UE soddisfa il contributo previsto; se la quota di idrogeno da combustibili fossili consumata nello Stato membro non sarà superiore al 23% nel 2030 e al 20% nel 2035.
La Direttiva prevede per gli edifici un obiettivo indicativo di almeno il 49% di energia rinnovabile nel 2030. I target per il riscaldamento e il raffrescamento aumenteranno gradualmente, con un incremento vincolante dello 0,8% annuo a livello nazionale fino al 2026 e dell'1,1% dal 2026 al 2030. Il tasso medio annuo minimo applicabile a tutti gli Stati membri è integrato da incrementi indicativi supplementari calcolati specificamente per ciascuno Stato membro.
Per raggiungere più rapidamente gli obiettivi di incremento delle tecnologie “green” e di riduzione della dipendenza da combustibili fossili, la RED III introduce indicazioni atte a snellire e velocizzare le procedure di approvazione, da parte delle Autorità nazionali, dell’iter riguardante la concessione di permessi per nuovi impianti di energia rinnovabile o per l’adeguamento di quelli esistenti.
Gli Stati membri designeranno “zone di accelerazione” per le energie rinnovabili in cui i relativi progetti, che dovrebbero essere privi di impatti ambientali importanti date le peculiarità dei siti, saranno oggetto di procedure di autorizzazione semplificate e rapide, con un limite massimo di 12 mesi; inoltre, la diffusione delle energie rinnovabili sarà considerata di "interesse pubblico prevalente", il che limiterà i motivi di obiezione giuridica ai nuovi impianti.
La RED III entrerà in vigore il 20 novembre, ossia 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, dopodiché gli Stati membri avranno 18 mesi di tempo per recepire le misure nella legislazione nazionale.
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