Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva RED III (direttiva UE n. 2023/2413 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023), che modifica la direttiva UE n. 2018/2001, il regolamento UE n. 2018/1999 e la direttiva n. 98/70/CE per quanto riguarda la promozione dell’energia da fonti rinnovabili e che abroga la direttiva UE n. 2015/652 del Consiglio.
La bozza tiene conto dei pareri espressi dalle competenti Commissioni parlamentari e dell’intesa acquisita in Conferenza unificata. Ora è all’esame della Camera e del Senato.
Sul fronte degli obiettivi climatici, stabilisce che entro il 2030 le fonti rinnovabili dovranno coprire il 39,4% dei consumi energetici finali lordi del Paese.
Oltre a questo traguardo generale, vengono rafforzati gli impegni specifici per il settore del riscaldamento e raffrescamento, mentre si introducono nuovi indicatori settoriali per promuovere l’uso delle rinnovabili negli edifici, nell’industria e per favorire lo sviluppo di tecnologie innovative nel campo dell’energia pulita.
Previsto anche un riordino complessivo delle definizioni e degli strumenti di incentivazione, recependo le nuove categorie europee: dai combustibili rinnovabili di origine non biologica ai sistemi di accumulo energetico, fino ai meccanismi di ricarica intelligente per i veicoli elettrici. In questo quadro rinnovato, il GSE assume un ruolo centrale nella gestione operativa degli incentivi, nelle attività di verifica e nel controllo del rispetto degli obblighi previsti.
Un aspetto particolarmente delicato riguarda la biomassa legnosa, per la quale – nella bozza - vengono introdotti criteri più restrittivi ispirati al principio dell’uso a cascata e alla gerarchia dei rifiuti. Questo comporta significative limitazioni agli incentivi per gli impianti alimentati esclusivamente con biomassa forestale e nell’esclusione del sostegno quando viene impiegato legname con qualità industriale. Sono previste deroghe solo in casi specifici e ben motivati – come necessità di sicurezza energetica, particolari condizioni territoriali o presenza di sistemi di cattura della CO2 – che devono essere trasparenti e comunicate alla Commissione europea.
La bozza affronta infine altri temi chiave della direttiva RED III, come la possibilità di realizzare progetti congiunti con altri Stati membri o Paesi terzi, le misure per favorire l’integrazione delle rinnovabili negli edifici pubblici e le norme sull’accesso ai dati relativi a batterie e veicoli elettrici.