Per il 2026, il PNRR prevede azioni e incentivi rivolti a diverse fasce di utenti.
Il decreto stanzia complessivamente oltre 4 miliardi di euro per tre settori strategici della transizione energetica:
• 795,5 milioni di euro per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER);
• 1,099 miliardi di euro per impianti agrivoltaici;
• 2,236 miliardi di euro per progetti biometano.
Questi fondi arrivano dopo il taglio di 1,4 miliardi dal bonus 40% per le CER nel 2025, che aveva creato forte incertezza nel settore.
Per le CER, il decreto istituisce un programma specifico di sovvenzione con contributi in conto capitale. La gestione passa dal Ministero al GSE (Gestore Servizi Energetici), mentre le decisioni sui finanziamenti saranno affidate a un comitato tecnico indipendente per garantire trasparenza e imparzialità.
La scadenza per accedere ai fondi è il 30 giugno 2026 (termine ultimo per firmare gli accordi di finanziamento) e, a 24 mesi dalla firma, deve avvenire il completamento e l’attivazione degli impianti, pena la decadenza dagli incentivi. Novità anche per gli installatori di impianti rinnovabili. Il decreto introduce l’obbligo di seguire corsi di aggiornamento professionale per almeno 24 ore, che genereranno attestati standardizzati a livello nazionale utili affinché le Camere di Commercio possano aggiornare automaticamente la qualifica professionale dell’impresa.
Per quanto riguarda i settori agrivoltaico e del biometano, sono previsti programmi di sovvenzione specifici con contributi a fondo perduto. Come per le CER, la gestione operativa viene affidata al GSE. Un comitato tecnico terzo valuterà le domande per garantire procedure trasparenti e imparziali nell’assegnazione delle risorse.
Le tempistiche rimangono identiche: firma degli accordi di finanziamento entro il 30 giugno 2026 e realizzazione degli impianti entro 24 mesi, pena la perdita degli incentivi.