A dodici mesi dalla pubblicazione dell’Action Plan for Affordable Energy della Commissione europea, si può tracciare un bilancio dei progressi compiuti - e delle sfide ancora aperte - nella lotta contro i costi elevati dell’energia.
Nel corso del 2025, sono diversi i fattori esterni hanno influenzato i prezzi all’ingrosso: i modelli di approvvigionamento globale, le anomalie meteorologiche che hanno condizionato la generazione eolica e idroelettrica, le ondate di freddo invernale. Eppure, a un anno dalla pubblicazione del piano d’azione europeo, è possibile registrare passi importanti.
Sul piano legislativo, la Commissione ha presentato a dicembre il European Grids Package, pensato per garantire alle infrastrutture energetiche il necessario impulso a sostegno della transizione green.
Sono state inoltre avviate consultazioni su altre misure in arrivo, come la revisione del quadro di governance dell’Unione dell’Energia, che definisce l’attuale architettura di obiettivi per gas serra, rinnovabili ed efficienza energetica. Oltre ai processi legislativi, una serie di raccomandazioni e linee guida ha orientato i diversi attori verso una maggiore diffusione delle fonti rinnovabili e una più efficiente gestione dell’energia.
La Commissione ha istituito l’Energy Union Task Force, piattaforma di discussione e coordinamento con i Paesi UE su temi chiave come la tassazione energetica, le reti e il metano.
Tra le azioni a effetto rapido, spicca la riduzione delle tasse e dei prelievi sull’elettricità, l’utilizzo del nuovo Clean Industrial State Aid Framework e l’introduzione di misure per proteggere i consumatori vulnerabili dalla povertà energetica.
Sul fronte strutturale, il piano punta a modernizzare il sistema energetico europeo e a potenziare la produzione di rinnovabili, lo stoccaggio e l’efficienza energetica.