Con il Decreto Legge 42/2026 l’efficienza energetica cambia approccio: non più semplice leva di risparmio, ma strumento strategico per rafforzare la competitività delle imprese e ridurne la dipendenza dalla rete elettrica.
Il decreto sostiene investimenti che integrano impianti da fonti rinnovabili per autoconsumo, sistemi di accumulo energetico e tecnologie di monitoraggio e ottimizzazione dei consumi. Lo storage, in particolare, assume un ruolo centrale: non più optional, ma componente essenziale per valorizzare l’autoproduzione, ridurre i prelievi nelle fasce orarie più costose e garantire continuità operativa ai siti produttivi.
La novità più rilevante sul piano normativo riguarda il criterio di accesso ai benefici: le agevolazioni saranno erogate a fronte di riduzioni reali e documentate dei consumi, nel rispetto dei criteri DNSH e degli standard tecnici previsti. Non basterà installare nuove tecnologie: occorrerà dimostrarne le prestazioni nel tempo, con un approccio che premia progettazione accurata e capacità di monitoraggio.
Il provvedimento apre opportunità concrete anche per l’impiantistica: dalla riqualificazione di macchine termiche e frigoriferi all’integrazione tra climatizzazione e fotovoltaico, dai sistemi HVAC con gestione predittiva alla building automation orientata all’ottimizzazione energetica. In questo scenario, gli impianti non sono più semplici utilizzatori di energia, ma nodi attivi nella gestione energetica dell’edificio o del sito produttivo.