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17/04/2026
 
Rapporto ENEA 2025, prezzi alti e transizione energetica fiacca
 

L’Analisi del sistema energetico italiano pubblicata da ENEA per il 2025 fotografa uno scenario sostanzialmente immobile: emissioni e consumi energetici restano fermi ai valori del 2024, in linea con il trend dell’intera Unione Europea. I prezzi dell’energia rimangono ben al di sopra dei livelli pre-crisi 2022, con il gas in rialzo del 70% e l’elettricità addirittura raddoppiata.

Sul fronte delle fonti rinnovabili, si registra una crescita del solo 1%, insufficiente a colmare il divario con gli obiettivi PNIEC, ancora lontani del 20%. Spicca la performance del fotovoltaico, cresciuto del 25% e ora responsabile di oltre un sesto della produzione elettrica nazionale. Restano invariati i consumi di petrolio nei trasporti, mentre crolla il carbone (-16%).

Il nuovo minimo storico dell’indice ENEA ISPRED (-30% rispetto al 2024) certifica le difficoltà della transizione. Come spiega Francesco Gracceva, curatore dell’Analisi: “Per raggiungere il target 2030 fissato dal PNIEC sarebbe necessario ridurre le emissioni del 6% per ciascuno dei prossimi cinque anni. La transizione italiana risulta fuori traiettoria sia per il petrolio (+2% rispetto al -5% degli obiettivi PNIEC), che per le rinnovabili, soprattutto nel settore dei trasporti, dove sono arrivate a coprire solo il 10% dei consumi contro il 15% atteso”.

Pesa anche il divario strutturale dei prezzi dellelettricità: la Borsa italiana ha registrato una media annua di 116 €/MWh, contro i 90 della Germania, i 65 della Spagna e i 61 della Francia.

A complicare ulteriormente il quadro è la crisi geopolitica legata al conflitto in Iran e al blocco dello stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre un quinto del petrolio mondiale. “Uno scenario energetico sostanzialmente immobile, che torna però oggi ad essere turbato da una nuova crisi energetica innescata dalla guerra in Iran”, avverte Gracceva, stimando per il solo mese di marzo un extracosto delle importazioni di gas superiore al mezzo miliardo di euro rispetto alla media dei dodici mesi precedenti.

I dati preliminari del primo trimestre 2026 offrono un segnale lievemente incoraggiante, con emissioni di CO2 e consumi entrambi in calo dell’1%.
Sul fronte delle tecnologie low carbon, si riduce il deficit commerciale italiano (da oltre 5 miliardi di euro a meno di 4) trainato dalla crescita delle esportazioni di veicoli ibridi plug-in, mentre rimane critico il saldo per il fotovoltaico e peggiora quello per i veicoli elettrici puri.

 

 
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