Sul fronte dell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si registrano due aggiornamenti rilevanti per stazioni appaltanti, imprese e professionisti del settore.
Sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la legge 20 aprile 2026, n. 50, di conversione - con modifiche - del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del PNRR e in materia di politiche di coesione”.
In parallelo, la Presidenza del Consiglio ha approvato le Linee guida sul PNRR per la conclusione degli interventi e la rendicontazione finale degli obiettivi.
Tra le novità più significative introdotte in sede di conversione, l’articolo 1 della legge stabilisce che, per tutti gli investimenti PNRR con obiettivi finali da conseguire entro il 30 giugno 2026 i cui contratti indichino una data di ultimazione anteriore, il termine per la conclusione dei lavori è automaticamente fissato al 30 giugno 2026. La stessa norma si applica anche ai contratti il cui termine sia già scaduto alla data di entrata in vigore della legge, purché i lavori non risultino ancora ultimati. È escluso il riconoscimento del premio di accelerazione per le opere completate tra la scadenza originaria e il 30 giugno 2026.
L’articolo 4 introduce invece una disposizione volta a salvaguardare l’interesse primario alla realizzazione delle opere pubbliche finanziate con fondi del PNRR: in caso di accesso dell’impresa appaltatrice a uno strumento di regolazione della crisi o dell’insolvenza di tipo liquidatorio, l’amministrazione dispone la risoluzione del contratto per garantire il completamento dei lavori entro i termini previsti dalla fonte di finanziamento. A seguito della risoluzione, l’amministrazione procede all’individuazione del nuovo contraente che subentra nell’esecuzione dei lavori alle medesime condizioni del contratto originario; in caso di impossibilità, può ricorrere alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando.
Il testo coordinato contiene inoltre misure fiscali di interesse per le imprese: rafforzamento dei controlli sui bonus Industria 4.0, dematerializzazione delle ricevute POS ed estensione della fatturazione differita per i raggruppamenti d’imprese.