Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha firmato insieme al MEF il decreto attuativo dell’iperammortamento 2026, quattro mesi dopo l’approvazione della legge di Bilancio. Il provvedimento definisce le regole operative per accedere alla maggiorazione fiscale sugli investimenti in beni strumentali digitali e impianti per l’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, prevista dai commi 427-436 della legge 199/2025.
Possono accedere all’agevolazione le imprese che completano investimenti tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La maggiorazione del costo di acquisizione ai fini fiscali è strutturata a scaglioni: 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% fino a 10 milioni, 50% fino a 20 milioni.
L’accesso all’incentivo passa interamente per la piattaforma GSE, con tre comunicazioni obbligatorie e sequenziali: preventiva, di conferma (entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE, con prova del pagamento del 20% del costo) e di completamento, con scadenza al 15 novembre 2028.
Tra le modifiche più significative rispetto al passato c’è l’obbligo generalizzato di perizia tecnica asseverata (sparisce l’autodichiarazione per gli investimenti minori) e di certificazione contabile, oltre a un nuovo sistema a coefficiente moltiplicativo per i massimali dei sistemi di accumulo energetico. Saranno due le comunicazioni periodiche annuali per il monitoraggio della spesa pubblica (per investimenti 2027-2028), mentre viene eliminato il riferimento esplicito all’ammissibilità dei software in modalità SaaS.
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