Con la Raccomandazione (UE) 2026/1007 del 30 aprile, la Commissione europea ha fissato le direttrici per sostenere lo sviluppo delle comunità energetiche (CER) e massimizzare il potenziale dell’autoconsumo. Il provvedimento non modifica direttamente le normative nazionali, ma indica orientamenti destinati a incidere sull’evoluzione dei quadri regolatori degli Stati membri, Italia compresa.
Sul fronte autorizzativo, la Commissione chiede di eliminare o alleggerire le procedure per impianti di piccola taglia, con un riferimento esplicito al fotovoltaico da balcone fino a 800 W, alle batterie plug-in, alle pompe di calore e ai punti di ricarica per veicoli elettrici. L’obiettivo è abbassare la soglia di accesso all’autoconsumo per utenti domestici e condomini.
Sul piano organizzativo, il testo raccomanda l’istituzione di sportelli unici - preferibilmente digitali - per centralizzare informazioni tecniche, amministrative, economiche e finanziarie, semplificando la gestione coordinata degli adempimenti che oggi frammentano il percorso di costituzione e operatività delle CER. Si chiede inoltre agli Stati membri di istituire registri nazionali delle comunità energetiche, digitali e proporzionati, evitando eccessivi oneri burocratici.
Rilevante anche il capitolo finanziario: la Commissione ha individuato nelle fasi di pre-sviluppo il principale collo di bottiglia, e raccomanda strumenti dedicati, modelli di finanziamento da terzi, leasing e contratti di rendimento energetico per rendere le CER accessibili anche a locatari, famiglie vulnerabili e soggetti privi di capitale iniziale. Sul tavolo anche la possibilità di aliquote IVA ridotte per pannelli fotovoltaici e sistemi di riscaldamento sostenibile.