È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il Regolamento delegato (UE) 2026/52, che modifica l’allegato III della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD 2024/1275). Il provvedimento introduce il quadro comune europeo per il calcolo e la comunicazione del Global Warming Potential (GWP) degli edifici di nuova costruzione nell’attestato di prestazione energetica (APE).
Il GWP misura l’impatto climatico complessivo dell’edificio espresso in kg CO2 equivalente per metro quadrato di superficie coperta utile, su un periodo di riferimento convenzionale di 50 anni. Il valore da riportare nell’APE dovrà riferirsi all’edificio “come costruito”, non alla sola stima progettuale.
Il calendario di applicazione prevede due scadenze: dal 1° gennaio 2028 l’obbligo scatterà per gli edifici di nuova costruzione con superficie coperta utile superiore a 1.000 metri quadrati; dal 1° gennaio 2030 si estenderà a tutti i nuovi edifici. Entro il 1° gennaio 2027, gli Stati membri dovranno inoltre elaborare una tabella di marcia per l’introduzione di valori limite del GWP.
La nuova disciplina coinvolge direttamente progettisti, certificatori energetici, imprese edili e produttori di materiali, chiamati a integrare dati ambientali di prodotto nei flussi di progettazione, computo e certificazione.