Si avvicina la scadenza (29 maggio 2026) entro la quale gli Stati membri dell’UE sono tenuti a stabilire una traiettoria nazionale per la ristrutturazione progressiva del parco immobiliare residenziale, come previsto dalla direttiva EPBD IV.
L’obiettivo è ridurre il consumo medio di energia primaria dell’intero patrimonio residenziale nel periodo 2020-2050, fino ad azzerare le emissioni entro tale data.
Ogni paese dovrà indicare il numero di edifici o la superficie da ristrutturare ogni anno, con un’attenzione specifica al 43% degli immobili con le peggiori prestazioni energetiche.
L’Italia si presenta alla scadenza senza aver predisposto il Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici. Inoltre, il recepimento formale della direttiva è assente dall’agenda legislativa e sono già aperte due procedure di infrazione nei confronti del paese.