Il 3 luglio scorso la Commissione europea ha adottato gli standard europei di rendicontazione sulla sostenibilità (ESRS) rivisti, insieme a uno standard volontario destinato alle imprese di dimensioni minori. Gli obiettivi sono due: alleggerire gli oneri amministrativi a carico delle aziende europee e garantire che investitori e altri stakeholder continuino a disporre di informazioni affidabili sui rischi di sostenibilità.
Gli ESRS forniscono agli investitori e ad altri portatori di interesse le informazioni necessarie per comprendere i rischi legati alla sostenibilità a cui le aziende sono esposte, così come il loro impatto su persone e ambiente, coprendo tematiche ambientali, sociali e di governance, tra cui cambiamento climatico, biodiversità e diritti umani.
La revisione si inserisce nel solco del pacchetto di semplificazione Omnibus I, che ha razionalizzato il reporting di sostenibilità nell’UE riducendo il numero di aziende soggette alla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD)
La Commissione stima una riduzione di oltre il 60% dei datapoint obbligatori e di oltre il 70% del numero totale di datapoint, con un effetto combinato che dovrebbe portare a un abbattimento dei costi di rendicontazione superiore al 30% per azienda.
Questo standard volontario è particolarmente utile per le imprese di piccole dimensioni non soggette alla CSRD, poiché ne semplifica la risposta a richieste specifiche di informazioni di sostenibilità da parte di grandi istituzioni finanziarie e imprese.
Gli standard rivisti e quello volontario saranno ora sottoposti al Parlamento europeo e al Consiglio per lo scrutinio. Le nuove regole si applicheranno una volta terminato il periodo di scrutinio di due mesi, prorogabile di ulteriori due mesi.