A quattro anni dal lancio di REPowerEU, il rapporto pubblicato dalla Commissione europea traccia un bilancio in chiaroscuro per l’Italia. Sul fronte della sicurezza energetica il risultato più evidente è la quasi completa eliminazione della dipendenza dal gas russo: nel 2025 le importazioni dalla Russia coprivano meno del 3% del fabbisogno nazionale, circa 1,5 miliardi di metri cubi di GNL. Per diversificare si è puntato su Algeria, Azerbaigian, Qatar e Stati Uniti, oltre che sul potenziamento della rigassificazione (con l’entrata in funzione nel 2026 della FSRU di Ravenna e l’operatività di quella di Piombino, la capacità complessiva ha raggiunto circa 10 miliardi di metri cubi annui).
Il quadro resta però ancora condizionato dai combustibili fossili: nel 2024 circa l’80% dell’approvvigionamento energetico italiano proveniva ancora da fonti fossili, con gas naturale al 39% e petrolio al 34%, con una ricaduta diretta sui prezzi: nel 2025 il prezzo medio all’ingrosso dell’elettricità ha toccato 116 euro/MWh, contro una media UE di 85 euro/MWh, il valore più alto dell’Unione, complice un mix elettrico ancora gas-dipendente al 52,3%.
Sul versante rinnovabili, a metà percorso i dati mostrano una crescita solida ma non ancora sufficiente: nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 47,7% della produzione elettrica nazionale, con capacità installata a 78,3 GW (+9%), trainata dal fotovoltaico a 41,2 GW (+16,2%) e dall’eolico a 13,6 GW. Il vero collo di bottiglia resta l’infrastruttura di rete: l’interconnessione elettrica italiana è ferma al 5,13%, contro un obiettivo UE del 15% entro il 2030, mentre pendono oltre 350 GW di richieste di connessione. Il piano Terna prevede oltre 25 miliardi di euro entro il 2034 per integrare 70 GW di nuova capacità, affiancato dall’obiettivo di 50 GWh di accumulo tramite le aste MACSE.
Un altro pilastro fondamentale per l’evoluzione energetica italiana è costituito dall’efficienza: tra agosto 2022 e novembre 2025 il consumo di gas è calato del 18-20%, sostenuto da Transizione 5.0, Certificati Bianchi e comunità energetiche. Gli edifici, che pesano per il 37% dei consumi nazionali, saranno centrali nell’attuazione della nuova EPBD. A finanziare il percorso concorrono le risorse del PNRR - 39,3 miliardi per l’energia, di cui 7,21 miliardi sul capitolo REPowerEU - più circa 3,9 miliardi dai fondi di coesione.