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09/07/2026
 
Digital Decade 2026: l’UE progredisce, ma restano gap strutturali
 

La Commissione europea ha pubblicato il quarto rapporto sul Digital Decade 2026, che misura l’avanzamento dell’Unione verso i target di trasformazione digitale fissati per il 2030. Il quadro che emerge è di progressi concreti su infrastrutture e servizi pubblici digitali, ma ancora con difficoltà sulla capacità di ottenere risultati su scala, velocità e coerenza tra Stati membri.

Sul fronte della connettività di base, la copertura 5G ha raggiunto il 96,8% delle famiglie europee, mentre restano indietro le bande ad alta capacità e la diffusione della fibra fino all’abitazione (FTTP). Sull’adozione delle tecnologie digitali avanzate da parte delle imprese, il 46,7% utilizza il cloud computing, il 39,9% applica soluzioni di data analytics e quasi il 20% ha integrato l’intelligenza artificiale, con un balzo del 48% nell’adozione IA nel 2025 rispetto all’anno precedente.

Restano invece criticità strutturali significative. Nel comparto dei semiconduttori, l’UE detiene solo il 9% del mercato globale, lontano dal target 2030 del 20%. Anche la capacità di calcolo è sotto pressione: se il dispiegamento degli edge node è in anticipo sulla tabella di marcia, la capacità computazionale complessiva non tiene il passo della domanda. Pur progredendo, sul fronte cybersecurity l’Europa resta strutturalmente dipendente da fornitori extra-UE. Preoccupa anche la carenza di competenze ICT: gli specialisti erano solo il 5% degli occupati nel 2025, la metà del target 2030 del 10%, con le donne ferme a meno del 20% (dato invariato dal 2024). Le PMI, infine, incontrano ostacoli persistenti che rallentano l’adozione di soluzioni digitali avanzate.

Con quasi metà dei fondi pubblici previsti dalle roadmap nazionali digitali in scadenza entro il 2026, il rapporto sollecita continuità di finanziamento oltre tale data, il potenziamento di strumenti come EDIC e IPCEI e un rafforzamento del coordinamento a livello UE per evitare frammentazione di mercato e attuazioni disomogenee tra Stati membri.

 
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