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23/07/2026
 
Mercato elettrico e PUN: il convegno AIEE al GSE
 

È arrivato il momento di superare il Prezzo Unico Nazionale (PUN) e affidarsi pienamente ai prezzi zonali? Il tema è stato al centro del convegno “Elettricità: Prezzo Unico Nazionale, prezzi zonali, prezzi negativi o altro?”, organizzato dall’Associazione Italiana Economisti dell’Energia (AIEE) lo scorso 14 luglio. Il presidente AIEE Guido Bortoni ha chiarito che l’obiettivo non era indicare una soluzione già definita, ma costruire una valutazione equilibrata di vantaggi e criticità di una riforma di questa portata.

Vinicio Mosè Vigilante (GSE) ha ricordato come la crisi del 2022, con prezzi arrivati a circa 300 euro/MWh (contro i tradizionali 60 euro), abbia imposto un ripensamento strutturale del mercato: la sfida non è solo abbassare i costi, ma garantire competitività alle imprese e tutela ai consumatori, anche tramite CfD, Energy Release e PPA. Sul PUN, nato per compensare le differenze territoriali, Vigilante ha osservato che oggi è messo in discussione dalla concentrazione della produzione rinnovabile al Sud e dai consumi industriali al Nord.

Il convegno ha inoltre evidenziato come, dal 2022, il differenziale di prezzo tra le zone si sia ridotto grazie a rinnovabili e interconnessioni, e come i prezzi negativi, ancora marginali in Italia, siano già in crescita nel resto d’Europa per effetto della produzione non programmabile. Un richiamo è andato anche allo studio RSE, che indica effetti disomogenei sul territorio: prezzi più bassi al Sud a maggiore vocazione rinnovabile, possibili aumenti nelle aree a consumo industriale elevato.

A chiudere i lavori è stato Livio De Santoli, ex presidente AiCARR e da inizio 2026 componente del Collegio di ARERA, che ha delineato un percorso graduale di quattro anni verso i prezzi zonali. Tra i benefici attesi una maggiore flessibilità della domanda, la riduzione di congestioni, curtailment e costi di dispacciamento. Tra le criticità, invece, la minore liquidità dei mercati zonali, i maggiori costi di copertura, la necessità di rinegoziare PPA e CFD legati al PUN e la tutela dei piccoli consumatori. De Santoli ha sottolineato la necessità di coinvolgere famiglie e imprese con prezzi dinamici, accumuli distribuiti e nuovi strumenti di flessibilità, coordinando MACSE e Capacity Market senza contrapporli, in un percorso che dovrà tenere insieme efficienza, equità e tutela dei consumatori.

 

 
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