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23/07/2026
 
La Commissione europea spinge verso elettrificazione e revisione dell’ETS
 

La Commissione europea ha presentato l’Electrification Action Plan, il piano che punta a fare dell’Europa il primo continente “elettrificato”, insieme a una revisione del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) pensata per sostenere l’industria europea nella transizione pulita.

Le due iniziative rispondono alla dipendenza dell’Unione dai combustibili fossili importati, che negli ultimi anni ha esposto il continente a shock geopolitici, fatto salire i prezzi dell’energia per famiglie e imprese e frenato la competitività. Se oggi il 70% dell’elettricità europea è già generato da fonti pulite prodotte in Europa, il tasso di elettrificazione della domanda energetica complessiva è invece rimasto fermo al 23% nell’ultimo decennio. Da qui la scelta della Commissione di accelerare l’elettrificazione dei settori a maggiore consumo energetico, in primo luogo industria, trasporti ed edifici.

La Commissione valuterà inoltre un target indicativo di elettrificazione del 46% al 2040, nell’ambito del pacchetto Energy Union post-2030: un traguardo che, se raggiunto, potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro all’anno la bolletta europea per le importazioni di combustibili fossili, con benefici anche in termini di prezzi dell’energia, sicurezza e resilienza del sistema.

L’Electrification Action Plan propone inoltre di intervenire sul differenziale di prezzo tra elettricità e fonti fossili, incentivando la diffusione di tecnologie elettriche come pompe di calore, veicoli elettrici e batterie. Tra le misure previste figurano la possibilità per gli Stati membri di ridurre gli oneri di rete per alcune categorie di consumatori e la fiscalità per le imprese energivore, la spinta alla diffusione degli smart meter e l’impegno a evitare che l’elettricità sia tassata più del gas. Sul fronte dei costi di investimento, il piano mette in campo strumenti come schemi di leasing sociale, gli strumenti finanziari come il Fondo Sociale per il Clima e la Banca per la Decarbonizzazione Industriale e un meccanismo dedicato al Clean Heat Market.

L'elettrificazione rappresenta, quindi, uno dei principali strumenti per ridurre le emissioni nei settori dei consumi finali, ma per accelerarne la diffusione è necessario anche rafforzare gli incentivi economici a favore delle tecnologie a basse emissioni e garantire condizioni di competitività per l'industria europea. In questo contesto si inserisce la revisione dell'EU ETS che ha il compito di orientare e finanziare la trasformazione industriale.  L’obiettivo è farne “un vero motore di innovazione e investimenti”, ha spiegato il commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra.

La proposta introduce maggiore flessibilità nella riduzione del tetto complessivo delle emissioni e proroga in parte l'assegnazione gratuita delle quote ai settori più esposti alla concorrenza internazionale. Contestualmente, amplia il campo di applicazione del sistema e rafforza il sostegno agli investimenti nella decarbonizzazione attraverso l'utilizzo dei proventi dell'ETS. La Commissione conferma l'obiettivo di riduzione del 90% delle emissioni nette entro il 2040, cercando un equilibrio tra ambizione climatica e tutela del tessuto produttivo europeo.

 

 
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