La International Energy Agency (IEA) ha pubblicato il 28 luglio l’edizione 2026 dell’Heat Pump Monitor, il rapporto che monitora lo sviluppo del mercato mondiale delle pompe di calore, le condizioni che ne favoriscono la diffusione e le prospettive future, affiancato da una piattaforma online con analisi e cruscotti interattivi.
Nel rapporto viene innanzitutto evidenziato il ruolo delle pompe di calore per la sicurezza energetica: nel 2024 la loro diffusione ha evitato un consumo aggiuntivo di gas naturale per il riscaldamento degli edifici stimato in 50 miliardi di metri cubi tra Europa, Giappone e Cina, valore salito a circa 53 miliardi nel 2025. Senza le pompe di calore, il consumo di gas per il riscaldamento sarebbe oggi superiore di oltre il 10% in Europa e di circa il 35% in Giappone e in Cina.
A livello globale, le pompe di calore coprivano nel 2024 circa il 5% del fabbisogno mondiale di calore, con il settore civile che assorbe la quota maggiore delle installazioni e copre circa il 12% della domanda globale di riscaldamento degli edifici. Dopo il picco di vendite del 2022 e il rallentamento nel 2023-24, il mercato si è stabilizzato nel 2025, tendenza confermata nel primo trimestre del 2026: in Francia, Germania e Stati Uniti le vendite annue di pompe di calore superano ormai quelle di caldaie e generatori a gas.
In tema di domanda industriale, le tecnologie oggi disponibili potrebbero coprire fino al 20% della richiesta di calore a bassa e media temperatura, ma la loro adozione resta limitata: il Giappone è il mercato più avanzato, con una capacità industriale installata di quasi 650 MW nel 2024 (1% della domanda di calore dell’industria leggera), comunque più del doppio rispetto a un decennio fa. Anche il teleriscaldamento con grandi pompe di calore resta concentrato in un numero limitato di progetti, soprattutto in Europa, Cina e Nord America, ma mostra segnali di miglioramento.
È interessante osservare come, a livello di costruzione delle pompe di calore, oltre il 70% delle vendite nel settore civile nel 2024 sia stato soddisfatto dalla produzione domestica in ciascuno dei mercati principali. Con una capacità manifatturiera globale di circa 145 GW l’anno, il settore è guidato da Cina (35%), Stati Uniti (25%) e Unione europea (20%); i compressori restano tuttavia concentrati soprattutto in Cina, un punto di vulnerabilità per l’intera filiera.
Buoni anche i numeri relativi all’occupazione, cresciuta di circa il 50% dal 2015, ma la carenza di tecnici qualificati per installazione e manutenzione rimane un freno allo sviluppo.
Restano inevitabilmente ancora diversi ostacoli alla diffusione su larga scala di questa tecnologia, a partire dai costi di investimento iniziali, spesso 2-3 volte superiori rispetto alle alternative tradizionali. La frammentazione del mercato, la scarsa consapevolezza dei consumatori e l’incertezza delle politiche di incentivazione completano il quadro.
Secondo le proiezioni IEA, le vendite globali di pompe di calore nel settore civile saranno nel 2035 più che il doppio dei livelli attuali, coprendo circa il 20% del fabbisogno mondiale di riscaldamento degli edifici.