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03/09/2026
 
Il Piano sociale per il clima mette a disposizione 3,3 miliardi per l’edilizia
 

Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato il Piano sociale per il clima, che attua il Regolamento UE 2023/955 istitutivo del Fondo sociale per il clima. L’obiettivo è accompagnare famiglie e microimprese vulnerabili nella transizione energetica, attenuando gli effetti economici del nuovo sistema ETS2, che dal 2027 estenderà lo scambio di quote di emissione ai combustibili per edifici e trasporti.

La dotazione complessiva ammonta a 9,35 miliardi di euro (7 miliardi da fondi UE, 2,3 miliardi di cofinanziamento nazionale), da attuare tra il 2027 e il 2032. Al settore edilizio sono destinati 3,3 miliardi di euro, ripartiti in tre linee di intervento.

Edilizia residenziale pubblica: 1,95 miliardi di euro per la riqualificazione energetica degli alloggi ERP, con priorità alle classi energetiche F e G. Il contributo copre fino al 65% delle spese, elevabile al 100% cumulando altri fondi pubblici. Gli interventi dovranno garantire una riduzione minima del 30% dell’indice EPgl,nren (indice di prestazione energetica globale non rinnovabile di un edificio, espresso in kWh/m2·anno), verificata tramite APE ante e post lavori. Il target è la riqualificazione di 15,6 milioni di metri quadrati, per oltre 220mila famiglie coinvolte.

Microimprese vulnerabili: 1,25 miliardi di euro, erogati secondo le stesse modalità, per circa 128mila immobili. Per questa categoria sono ammesse anche schermature solari e generatori a biomassa di classe ambientale 5 stelle.

Elettrificazione dei consumi: 95,2 milioni di euro per l’aumento della potenza dei contatori elettrici delle famiglie in difficoltà (ad esempio da 3 a 4,5-6 kW), con copertura fino al 100% dei costi ammissibili, inclusi adeguamenti impiantistici minimi. Si stima così di raggiungere circa 866mila famiglie. Tra gli interventi finanziabili rientrano sostituzione di infissi, building automation, fotovoltaico con accumulo abbinato a pompe di calore in classe A+++, pompe di calore aerotermiche, geotermiche o idrotermiche, solare termico, allaccio a teleriscaldamento efficiente e microcogenerazione da fonti rinnovabili.

Una novità rilevante riguarda il cappotto termico, escluso dal Piano approvato pur essendo presente nelle proposte poste in consultazione nel 2025. La motivazione ufficiale è il costo elevato per unità immobiliare, che avrebbe ridotto sia la superficie riqualificabile, sia il numero di beneficiari raggiungibili con le risorse disponibili.

Il Piano introduce inoltre il Bonus sociale Energia Plus (1,34 miliardi di euro, 2028-2031) per famiglie con ISEE fino a 25mila euro, modulato per zona climatica ed erogato tramite componente tariffaria negativa in bolletta, e una rete di sportelli territoriali contro la povertà energetica (40 entro il 2028, 90 entro il 2032).

 
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