Una bozza di Impact Assessment della Commissione europea delinea il possibile quadro delle rinnovabili per il periodo successivo al 2030, in vista dell'obiettivo climatico al 2040. Il testo è ancora in fase preparatoria, ma indica un'impostazione con meno sotto-obiettivi settoriali, maggiore coordinamento tra le direttive energetiche e un ruolo crescente di elettrificazione, accumuli e flessibilità.
Nello scenario centrale, le rinnovabili coprirebbero il 65-70% dei consumi finali al 2040, con capacità elettrica rinnovabile fino a 2.000-2.400 GW: servono pertanto integrazione delle nuove capacità e riduzione delle barriere regolatorie, in coerenza con l'obiettivo dell'Electrification Action Plan di portare l'elettricità al 46% dei consumi finali al 2040.
Entrando nel merito del settore HVAC, il punto più rilevante riguarda riscaldamento e raffrescamento: la Commissione non punta a prolungare oltre il 2030 l'attuale sotto-obiettivo vincolante di crescita annuale delle rinnovabili, ma valuta Key Performance Indicators dedicati a pompe di calore, geotermia e solare termico, basati su capacità installata e numero di apparecchi per le pompe di calore residenziali, per rappresentare meglio la diffusione reale delle tecnologie.
Fondamentale anche il coordinamento tra RED, EPBD ed EED: la bozza propone di rivedere le disposizioni RED su edifici, heating & cooling e teleriscaldamento, riducendo le sovrapposizioni con EPBD ed EED. Per AiCARR sarà un aspetto cruciale, perché inciderà su come elettrificazione, efficienza e rinnovabili verranno integrate nella progettazione e riqualificazione di edifici e impianti HVAC.
La Commissione segnala inoltre che l'attuale contabilizzazione statistica del calore, basata sull'energia termica in ingresso, può non valorizzare al meglio i benefici delle tecnologie ad alta efficienza di conversione, come appunto le pompe di calore.
Il documento prevede poi una maggiore trasparenza sul curtailment delle rinnovabili e un rafforzamento del quadro sulla flessibilità, con particolare attenzione agli impianti ibridi che combinano generazione rinnovabile e accumulo, oggi soggetti a incertezza normativa. La stessa logica di risorsa distribuita viene estesa allo smart charging e alla ricarica bidirezionale nella mobilità elettrica.
Resta aperto, infine, il confronto politico sulla struttura degli obiettivi 2040: alcuni Stati membri, tra cui l'Italia, chiedono un approccio più ampio esteso alle tecnologie a basse emissioni, nucleare incluso. Allo stato attuale, l'Impact Assessment mantiene invece centrale il binomio rinnovabili-efficienza energetica, riconoscendo alle altre tecnologie un ruolo complementare. La proposta legislativa della Commissione definirà i contenuti definitivi del nuovo quadro.