La Commissione europea ha presentato il Public Procurement Act, un regolamento unico che sostituisce le tre direttive oggi vigenti sugli appalti pubblici, un mercato che nell'Unione vale circa 2.500-2.600 miliardi di euro all'anno. L'obiettivo è semplificare le procedure, ridurle da cinque a tre, limitare i requisiti aggiuntivi introdotti dagli Stati membri e dare ai committenti pubblici maggiore libertà di negoziazione con i candidati.
Il punto focale è la creazione di un mercato digitale unico degli appalti, che collegherà le piattaforme nazionali attraverso il principio once-only: le imprese inseriranno i propri dati una sola volta per partecipare a procedure in tutta l'Unione, con evidenti benefici per tutte le imprese (in particolare le PMI).
Cambia anche il criterio di aggiudicazione: il miglior rapporto qualità-prezzo diventa lo standard, con criteri qualitativi - ambientali, sociali, di sicurezza o di innovazione - che dovranno pesare almeno il 30% del punteggio complessivo. Nel settore HVAC, gli appalti pubblici per impianti di climatizzazione, pompe di calore e sistemi di efficientamento potranno valorizzare più facilmente le prestazioni energetiche e la sostenibilità, non soltanto il prezzo più basso.
Il regolamento introduce inoltre una preferenza europea per operatori e prodotti non coperti da accordi commerciali internazionali, una procedura semplificata per l'acquisto di beni e servizi innovativi, e nuovi strumenti per gestire i rischi geopolitici legati a tecnologie e infrastrutture critiche, incluso il rafforzamento dei controlli antifrode.
La proposta, presentata insieme all'European Innovation Act, dovrà ora essere negoziata da Parlamento europeo e Consiglio prima di entrare in vigore.