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18/09/2026
 
Public Procurement Act: la Commissione europea riscrive le regole degli appalti pubblici
 

La Commissione europea ha presentato il Public Procurement Act, un regolamento unico che sostituisce le tre direttive oggi vigenti sugli appalti pubblici, un mercato che nell'Unione vale circa 2.500-2.600 miliardi di euro all'anno. L'obiettivo è semplificare le procedure, ridurle da cinque a tre, limitare i requisiti aggiuntivi introdotti dagli Stati membri e dare ai committenti pubblici maggiore libertà di negoziazione con i candidati.

Il punto focale è la creazione di un mercato digitale unico degli appalti, che collegherà le piattaforme nazionali attraverso il principio once-only: le imprese inseriranno i propri dati una sola volta per partecipare a procedure in tutta l'Unione, con evidenti benefici per tutte le imprese (in particolare le PMI).

Cambia anche il criterio di aggiudicazione: il miglior rapporto qualità-prezzo diventa lo standard, con criteri qualitativi - ambientali, sociali, di sicurezza o di innovazione - che dovranno pesare almeno il 30% del punteggio complessivo. Nel settore HVAC, gli appalti pubblici per impianti di climatizzazione, pompe di calore e sistemi di efficientamento potranno valorizzare più facilmente le prestazioni energetiche e la sostenibilità, non soltanto il prezzo più basso.

Il regolamento introduce inoltre una preferenza europea per operatori e prodotti non coperti da accordi commerciali internazionali, una procedura semplificata per l'acquisto di beni e servizi innovativi, e nuovi strumenti per gestire i rischi geopolitici legati a tecnologie e infrastrutture critiche, incluso il rafforzamento dei controlli antifrode.

La proposta, presentata insieme all'European Innovation Act, dovrà ora essere negoziata da Parlamento europeo e Consiglio prima di entrare in vigore.

 
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