La Commissione europea ha individuato i 77 progetti che riceveranno un sostegno complessivo di 3,4 miliardi di euro nell’ambito dell’ultima call dell’Innovation Fund. Lo strumento è supportato dai proventi del sistema di scambio di quote di emissione (EU ETS), reinvestiti in tecnologie innovative di decarbonizzazione con l’obiettivo di rafforzare competitività, indipendenza e sicurezza energetica del continente.
Le iniziative selezionate sono distribuite in 23 Paesi dello Spazio economico europeo e coprono un ventaglio ampio di settori: industrie energivore, rinnovabili e accumuli, produzione di tecnologie pulite, mobilità a zero emissioni, lavorazione e riciclo di materie prime critiche, combustibili alternativi avanzati e gestione del carbonio industriale. Per la prima volta nella lista compaiono un piccolo reattore nucleare modulare e un progetto di cattura diretta della CO2 dall’aria con stoccaggio (DACCS). Sei i progetti dedicati alle materie prime critiche, in linea con le priorità del Net-Zero Industry Act e del piano RESourceEU.
Secondo le stime di Bruxelles, nei primi dieci anni di attività questi progetti potrebbero evitare l’emissione in atmosfera di circa 290 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
I promotori sono ora invitati a preparare, con l’agenzia CINEA, gli accordi di sovvenzione, che definiranno budget, tempi, obiettivi e responsabilità: l’esito sarà comunicato nel primo trimestre 2027. Il prossimo ciclo di bandi partirà a dicembre 2026 e includerà un tema da 1 miliardo di euro dedicato alla realizzazione di tecnologie pulite. Con questi risultati il portafoglio del Fondo sale a circa 320 progetti, con quasi 17 miliardi di euro di sovvenzioni impegnate.