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01/10/2026
 
Sicurezza energetica: le richieste di AiCARR e altre associazioni su efficienza, rinnovabili ed elettrificazione
 

Secondo i dati Eurostat del 2024, il gas copriva il 42% dei consumi finali dell’industria e il 41% di quelli di residenziale e terziario, mentre i trasporti dipendevano per il 92% dai prodotti petroliferi. A questo si aggiunge il peso del gas nella generazione elettrica: nel periodo gennaio-luglio la quota di produzione netta da gas naturale è stata del 54%, fonte Terna.

Con il petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile, il gas ai livelli più alti dal 2023 e stoccaggi europei bassi in vista dell’inverno, dieci associazioni del settore chiedono al Governo di mettere efficienza energetica, fonti rinnovabili ed elettrificazione dei consumi al centro della risposta alla crisi energetica legata alla guerra in Medioriente.
Il documento, diffuso a Roma il 30 settembre 2026, è firmato da AICARR, ARSE, AssoEGE, ATER, Distretto Pugliese La Nuova Energia, Federidroelettrica, FIRE, Kyoto Club, Legambiente e ITALCOGEN, tutte aderenti al Coordinamento FREE, condiviso anche da Ecofuturo.

Per le associazioni, l’elettrificazione efficiente degli usi finali, a partire dalle pompe di calore, insieme a flessibilità della domanda e accumuli elettrici e termici, permette di spostare i consumi dai combustibili importati all’energia prodotta sul territorio. Con il deficit 2025 al 3,1% del PIL, servono strumenti a basso costo per la finanza pubblica, come aste competitive, garanzie e fondi rotativi.

Tra le sette misure indicate: una campagna nazionale per l’inverno; il recepimento delle direttive EED ed EPBD, i cui termini sono scaduti l’11 ottobre 2025 e il 29 maggio 2026; il decreto FER-T per il calore rinnovabile nei processi produttivi, con una dotazione superiore ai 60 milioni di euro previsti nella bozza; l’avvio delle aste dei certificati bianchi; il rinnovo del Fondo nazionale per l’efficienza energetica; un quadro pluriennale stabile per le detrazioni fiscali, con il rafforzamento del Conto Termico; l’integrazione delle risorse EPBD con quelle del Piano Sociale per il Clima, a tutela di famiglie vulnerabili e microimprese.

Le associazioni ribadiscono la propria disponibilità a collaborare con il Governo e i Ministeri competenti per attuare rapidamente le misure suggerite.
 
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