È stata pubblicata lo scorso 16 settembre 2026 la sesta edizione della norma sui sistemi di gestione per la qualità UNI EN ISO 9001:2026, che sostituisce la UNI EN ISO 9001:2015+A1:2024 e ne assorbe l’emendamento sul cambiamento climatico.
Viene mantenuta la struttura di base: restano infatti l’approccio per processi, il ciclo PDCA e l’articolazione dei requisiti nei capitoli da 4 a 10. La revisione interviene sul linguaggio, sulla chiarezza di alcuni requisiti e su temi diventati centrali negli ultimi anni.
Ad esempio, il capitolo 3 raccoglie ora le definizioni fondamentali. L’espressione “requisiti cogenti” lascia il posto a “requisiti legislativi e regolamentari”. Tra questi, si aggiungono la cultura della qualità e il comportamento etico.
Rischi e opportunità seguono ora percorsi distinti, dalla loro individuazione fino alle azioni per affrontarli. La norma chiede inoltre di considerare la capacità di fornire prodotti e servizi conformi anche durante e dopo una discontinuità operativa. Si rafforza anche la pianificazione delle modifiche al sistema: andranno comunicate, se ne dovrà monitorare l’efficacia e se ne dovranno riesaminare i risultati.
La nota sulle infrastrutture considera esplicitamente il lavoro in presenza, da remoto e ibrido. Quando pertinente, il cliente va informato sulle misure di emergenza e sulle eventuali interruzioni della fornitura. Per ogni audit interno vanno definiti gli obiettivi, oltre a criteri e campo di applicazione. L’Appendice A, che resta informativa, è stata riscritta come guida alla comprensione dei requisiti. L’Appendice B è stata eliminata.
Per progettisti, installatori, manutentori e costruttori del settore HVAC&R il cambiamento climatico diventa un elemento da valutare in modo esplicito. Si tratta infatti di un fattore che incide sulle condizioni di progetto e di funzionamento degli impianti, nonché di una fonte di opportunità legate all’efficienza energetica, all’uso di pompe di calore e ai refrigeranti a minore impatto ambientale.
Pur essendo una evoluzione più che una edizione di “rottura”, è necessario avviare per tempo un’analisi delle differenze e concordare con il proprio organismo di certificazione quando svolgere la verifica di transizione.